6 aprile 2013 - 19:31

La probabilità nella storia
E' solo un divertissment intellettuale ciò che vi propongo:vi cito alcune frasi storiche riguardanti la sorte, i giochi d'azzardo, la probabilità. Vi chiedo solo di inquadrarle storicamente e di aggiungere qualche commento personale.
"alea jacta est"
 "rien ne va plus"
"..et crucifigentes eum diviserunt vestimenta ejus mittentes sortem super eis quis quid tolleret..."
 "vorrei ora esporvi per intero il mio ragionamento , aspettandomi che mi facciate il favore di correggermi se sono in errore "
" On peu meme dire , à parler en rigueur, que presque toutes nos conaissances ne sont que probables..."
" Quello che mi capiterà oggi dipende esclusivamente da quello che ho fatto ieri... "
" La probabilità non esiste "
ci siamo? ok.

Vediamo le citazioni:
"ALEA IACTA EST"
Pare che questa frase sia stata pronunciata da Cesare dopo aver superato il Rubicone, dando il via alla guerra civile. Ci arriva in questa forma da Svetonio, ma "l'originale" greco è di Plutarco: è interessante sapere che quest'espressione, restando fedeli alla forma greca, si dovrebbe tradurre come "sia lanciato il dado" (quindi correttamente in latino alea iacta esto), e non "il dado è tratto", sicché si passerebbe dall'espressione tradizionale che indica un evento ormai passato all'espressione corretta più aleatoria, in cui la sorte è ancora sconosciuta.
 
"RIEN NE VA PLUS ... les jeux sont faits"
Frase pronunciata dai croupiers per indicare ai giocatori della roulette il momento in cui la pallina già si muove e non è più possibile giocare; è un po' la summa del gioco d'azzardo: dal momento che la pallina che gira è soggetta al caso, e ormai la puntata non è modificabile, tutto il gioco sarà soggetto al caso, e il suo svolgimento dipenderà da quanto lo si vorrà sfidare. 
(e ogni volta che si parla di gioco d'azzardo non può non venirmi in mente Il giocatore di Dostoevskij, tanto più che qui si parla di matematica, e il libro ha molti "spunti probabilistici" – oltre ad avere un'analisi psicologica eccezionale, anche messa in relazione con la probabilità –)
 
"ET CRUCIFIGENTES EUM DIVISERUNT VESTIMENTA EJUS MITTENTES SORTEM SUPER EIS QUIS QUID TOLLERET"
Prima di tutto la traduzione: "Poi lo crocifissero e divisero le sue vesti tirando a sorte quel che fosse toccato a ciascuno." 
La citazione è del vangelo di Marco, capitolo 15-24. Ancora una volta la sorte, usata dai romani, serve per spartire equamente un "premio".
 
"VORREI ORA ESPORVI PER INTERO IL MIO RAGIONAMENTO, ASPETTANDOMI CHE MI FACCIATE IL FAVORE DI CORREGGERMI SE SONO IN ERRORE"
Questa è una citazione dalla lettera di Pascal a Fermat, del 1654, con cui Pascal introdusse il problema del gioco incompiuto. 
Non ne parlo qui visto che se ne tratta nel quesito successivo... magari più tardi lo affronterò.
 
"LA PROBABILITÀ NON ESISTE"
È la risposta che il matematico e statistico Bruno de Finetti era solito dare a: "Che cos'è la statistica?". Chiaramente è una provocazione: secondo de Finetti è la "probabilità" come sostantivo a non esistere, mentre ci sono il "probabile" e il "probabilmente", in nome di una probabilità soggettiva (è "una misura del grado di fiducia che un individuo attribuisce al verificarsi di una dato evento E, sulla base delle sue opinioni ed informazioni sull'evento e il principio di coerenza.")
 
Non sono riuscito a trovare qualcosa della citazione in francese (e, a dire il vero, nemmeno a capirla del tutto); "quello che mi capiterà oggi dipende esclusivamente da quello che ho fatto ieri" è un'affermazione determinista, di cui s'è accennato qualcosa giovedì pomeriggio a logica, parlando del principio di bivalenza, ma al momento non l'ho ancora inquadrata.