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Ha frequentato il liceo scientifico al Galilei di Caravaggio, si è laureata in Scienze bancarie, finanziarie e assicurative all'università cattolica del Sacro Cuore di Milano e oggi lavora alla Banca centrale europea, a Francoforte.
"L'Eco di Bergamo" di domenica 26 novembre, nella rubrica "Bergamo senza confini", racconta la storia di Luisa Giulia Degani. Intervistata da Marco Bargigia, Luisa è una analista del centro di vigilanza unico della Bce da due anni. Racconta così gli anni di studio: «Durante l’esperienza molto impegnativa al Liceo scientifico Galileo Galilei di Caravaggio, ho acquisito gran parte delle basi per arrivare dove sono ora. Volevo poi studiare gli aspetti contabili e finanziari legati a una società o più in generale a un’istituzione finanziaria, così ho conseguito la laurea in economia e direzione delle imprese all’Università di Bergamo, approfondendo e acquisendo successivamente competenze più quantitative con la laurea magistrale in Scienze bancarie, finanziarie e assicurative all’Università Cattolica di Milano. Sono state tutte esperienze formative arricchenti e fondamentali per il mio percorso».
La sua esperienza a Francoforte è iniziata con un curriculum inviato tramite internet: «Prima di intraprendere il percorso verso la libera professione avevo inviato per via telematica il mio curriculum alla Bce, che per me restava un miraggio e un sogno quasi irrealizzabile. Dopo svariati test e colloqui distribuiti su non pochi mesi, avevo ormai messo il cuore in pace, anche se l’idea di lavorare in un ambiente internazionale, crearmi un più ampio network e migliorare il mio inglese non mi ha mai abbandonata. Dopo molta attesa, nel marzo 2016 è arrivata la chiamata che mi ha cambiato la vita, ricevo così da Francoforte una proposta come "Trainee" (apprendista) per un anno».
Alla domanda su cosa le manchi dell'Italia, Luisa risponde: «la prima cosa che mi viene in mente, oltre alla cucina italiana - su cui non abbiamo dubbi - è forse la possibilità di
passeggiare lungo il viale del Santuario di Caravaggio, una delle cose che mi ha sempre rilassato molto. Quando abbandoni il tuo paese, paradossalmente ti rendi conto che tutto ciò che prima eri portato a sottovalutare in realtà vale molto di più: i posti e le persone con cui hai vissuto e che ti hanno vista crescere li porti sempre nel cuore».