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Un articolo del "Popolo Cattolico".
Da sempre le stelle hanno destato interesse nell’essere umano. Se Dante Alighieri sceglie di concludere ognuna delle cantiche della Divina Commedia con la parola “stelle”, ha certamente voluto lasciare nei lettori della sua opera più famosa un preciso segnale: il passaggio dall’Inferno “...E quindi uscimmo a riveder le stelle”, attraverso il Purgatorio “...io ritornai...puro e disposto a riveder le stelle” e, infine la conclusione del Paradiso “...L’amor che move il sole e l’altre stelle”, costituiscono precise tappe del cammino dell’uomo verso la conoscenza e l’amore di Dio. Il raggiungimento e la piena consapevolezza dell’Essere avvengono anche attraverso la conoscenza del mondo celeste: le stelle, sono in fondo espressione di questa esperienza ultraterrena.
Letteratura e scienza, poesia e conoscenza scientifica costituiscono un approccio diverso, eppure al tempo stesso comune, volto all’approfondimento di quanto ci circonda. Un passo ulteriore verso il raggiungimento di una conoscenza più ampia e specifica è stato fornito agli studenti del Liceo Scientifico - Linguistico “G. Galilei” di Caravaggio, da una interessante conferenza tenuta dal Dott. Andrea Possenti, esperto astrofisico, sabato scorso 24 aprile presso l’Aula Magna dell’Istituto.
“La radioastronomia e lo studio delle Pulsar: la scoperta della pulsar PSR J0737-3039”, questo il tema trattato dal dott. Possenti, convocato dal Dipartimento di Scienze del Liceo “Galilei” - rappresentato dalle professoresse Gloria Albonetti e Chiara Pardi – proprio per illustrare agli studenti del triennio liceale l’importante e recente scoperta avvenuta nel campo della Radioastronomia.
Il Dott. Andrea Possenti, (trevigliese, con un passato di studente proprio del liceo scientifico “G. Galilei” di Caravaggio) è ora ricercatore presso l’Osservatorio astronomico di Cagliari, struttura dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Il relatore, dopo aver presentato le caratteristiche delle Pulsar, ossia delle “sorgenti radio pulsanti”, la loro origine e formazione, è giunto a illustrare la recente scoperta di valore mondiale: l’individuazione della prima ‘Pulsar doppia’.
Grazie al lavoro coordinato di astrofisici italiani (il dott. Nichi D’Amico, professore ordinario di radioastronomia dell’Università di Cagliari e direttore dell’Osservatorio astronomico di Cagliari, il dott. Andrea Possenti e la dott.ssa Marta Burgay) insieme a un team di studiosi inglesi, australiani e americani, lo scorso gennaio di quest’anno, è stata individuata presso l’osservatorio australiano di Parkes, la prima “pulsar doppia che si conosca”.
Si tratta in pratica del primo sistema noto composto da due stelle di neutroni ruotanti una attorno all’altra, in cui anche la seconda stella sia una pulsar. Già nello scorso anno lo stesso team aveva individuato in questo sistema binario una prima pulsar (denominata PSR J0737- 3039), ora è stata identificata come tale anche la stella compagna, in un primo tempo ritenuta una ‘semplice’ stella a neutroni. L’identificazione della pulsar doppia, avvenuta durante le osservazioni del sistema, ha forti implicazioni riguardanti la verifica di fondamentali leggi della fisica e fornisce una straordinaria possibilità di verificare alcune conseguenze della Relatività di Einstein, che sulla Terra non è possibile verificare.
“Subito dopo la prima scoperta – ha spiegato il dott. Andrea Possenti – il nostro team di astrofisici ha continuato le osservazioni presso l’Osservatorio di Parkes in Australia: durante questi studi abbiamo identificato un segnale impulsivo proveniente dalla stella di neutroni ‘compagna’ a quella originaria, che è quindi anch’essa una pulsar. Il sistema binario così scoperto (le due pulsar ruotano una attorno all’altra ed emettono un segnale impulsivo la cui stabilità è paragonabile a quella dei migliori orologi atomici) è in assoluto il sistema binario più ‘relativistico’ oggi noto.”
Vista l’importanza dei risultati raggiunti dal gruppo di ricerca italiano - che si occupa da diversi anni di attività sperimentale nel campo delle radio pulsar con il radiotelescopio australiano di Parkes - ora anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica si appresta a costruire un grande radiotelescopio nelle vicinanze di Cagliari: le osservazioni che hanno portato a queste scoperte potranno così, entro il 2006, essere eseguite anche in Italia.
Giovanna Bassetta