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"Le ferite dell'amore", lo spettacolo teatrale degli studenti del laboratorio teatrale del Liceo Galilei, scritto e diretto da Walter Macchi, replica a Calvenzano.
Dopo la rappresentazione al Teatro Nuovo di Treviglio del 20 maggio, i giovani attori e gli studenti del laboratorio musicale Ars Instrumentalis saranno all'auditorium comunale di Calvenzano sabato 4 giugno 2016 alle ore 21. L'ingresso è gratuito.
L'opera, scritta e diretta da Walter Macchi è l'atto conclusivo del percorso teatrale di musica, danza, recitazione e poesia svoltosi nel corso dell'anno scolastico con il coordinamento di Walter Macchi, Enrica Rossini e Sara Milanesi.
Lo spettacolo sarà accompagnato dalla musica eseguita dagli studenti del laboratorio musicale Ars Instrumentalis coordinati da Pietro Magri. Interpreti di "Le ferite dell'amore" sono: Gaia Albani, Paolo Alimonti, Francesca Antonioli, Silvia Baioni, Biancasofia Baruffi, Andrea Chiodi, Alice Dell’Orto, Valentina Fagioli, Roberto Ferri, Giada Gastoldi, Valeria Kutasheva, Michele Magni, Elena Margiotta, Camilla Messaggi, Elisa Sonzogni, Luca Piana, Marta Pigola, Francesco Scarri, Roberta Stavola, Andrés Testa Herranz, Gabriele Vallotta, Olga Zaghen.
Musicisti: Irene Limonta, la professoressa Claudia Laraspata, Marta Cremonesi, Alessio Sanna, Alessia Campopiano, Marianna Grisolia, Paolo Richelmi, Andrea Marmiroli, Davide Calvi, Luciano Oliva, Chiara Mazzuca, Pablo Nicoli, Giuseppe Diceglie, Matteo Pavesi, Samuele Gatti, Ester Alongi, Francesco Menin, Simone Foresti, Davide Moriggi, Roberto Togni
L'aiuto regia è di Enrica Rossini; direzione musicale, arrangiamenti e trascrizioni sono del professor Pietro Magri; il trucco di Lara Passoni; le coreografie di Sara Milanesi; il suono di Roberta Moretti; le luci di Stefano Moro e Matteo Conti.
Walter Macchi presenta l'opera con queste parole:
È un atto unico sull’amore ferito. È inusuale per il nostro laboratorio presentare un lavoro così intensamente drammatico. Racconta di un anziano poeta colpito dal morbo di Alzheimer.
La sua vita abitudinaria nella casa di riposo viene sconvolta da un invito particolare. E nell’arco di tempo di una sola giornata i ricordi frammentati si mescolano con la realtà, la sua coscienza da tempo appannata assume in alcuni istanti una lucidità inaspettata... e allora il ricordo diviene più nitido, il profumo più intenso, il dolore più acuto.
La recitazione è volutamente trattenuta. Gli attori sono chiamati a percorrere un nuovo sentiero, a vivere una nuova esperienza con emozione e intensità.
È un lavoro teatrale che non lascia indifferenti.
Il tutto è nato dalla lettura di un trafiletto su un vecchio giornale. Il nostro lavoro è originale, anche se il fatto è realmente accaduto.
I personaggi reali si alternano a quelli deo ricordo in un’atmosfera drammatica e rarefatta.
Il ritmo è lento... lento come le parole che escono dalla bocca del poeta... lento come il tempo che non trascorre mai quando le ferite non si rimarginano... fino al momento in cui tutto accade in modo vorticoso e si prova un senso di vertigine, di rabbia, di amarezza e infine di profonda malinconia.
E, nel finale, una nota di speranza.
Forse...
Il progetto grafico della locandina e del pieghevole è di Filippo Castellano.