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Dal 17 al 20 marzo si è svolto a Rovaniemi, in Finlandia, presso la Lapin Yliopisto – Università della Lapponia, l’«International Conference On Language And Law».
L’idea di partecipare a questo Convegno è maturata in considerazione della tematica che vi sarebbe stata affrontata e che, per le modalità con cui era presentata, ho da subito ritenuta utile ai fini di un arricchimento per la docenza di discipline di area umanistica: il rapporto tra lingua e legge.
Nel corso del Convegno i 24 relatori attraverso l’esposizione dei rispettivi studi hanno preso in esame e discusso la tematica di cui sopra in una varietà di contesti, che possono essere fatti afferire a tre specifici ambiti: linguistico–semiotico, legale, socio-culturale.
L’apertura del Convegno è avvenuta il 17 marzo presso la Corte d’Appello di Rovaniemi: in questa che, unitamente al Comune, è un luogo di fondamentale importanza per la vita e l’amministrazione della città di Rovaniemi nonché della Lapponia, siamo stati ricevuti dal Presidente della Corte d’Appello, dal Rettore dell’ Università della Lapponia, dal Preside di Facoltà, dalla Docente organizzatrice del Convegno.
Il Preside di Facoltà ha introdotto il tema del Convegno: nel soffermarsi sulle voci verbali latine “concilio” ed “arbitror” e sull’espressione latina “me interpretem praebeo”, le ha opportunamente qualificate come i tre fondamenti di quanto nel Convegno si sarebbe discusso.
Dopo l’incontro con il Sindaco di Rovaniemi nella Sala Consiliare del Comune di Rovaniemi, il Convegno ha avuto inizio.

Il comune di Rovaniemi
Durante il Convegno si sono susseguite 4 relazioni plenarie, la prima delle quali è stata tenuta dal Professor Vijay Bhatia (Università di Hong Kong), il quale ha ribadito l’importanza delle forme latine su citate quali linee conduttrici dei lavori del Convegno.
Assai interessanti per la loro efficacia e profondità argomentativa si sono rivelate le relazioni plenarie tenute rispettivamente dal Membro della House of Lords del Regno Unito, Lord Fraser of Carmyllie, e da Edward Dauer, Professore dell’Università di Denver nonché Preside emerito della stessa.
Con tali relazioni plenarie il Convegno è davvero entrato nel vivo dei lavori.
Sia Lord Fraser of Camyllie che il Professor Dauer si sono soffermati sul rapporto tra Lingua e Legge, esaminandolo in modo dettagliato nelle sue molteplici varietà ed applicazioni linguistico-semiotiche.
L’interesse per gli interventi di Lord Fraser of Camyllie e del Professor Dauer è stato accresciuto dal fatto che entrambi hanno esteso l’indagine sul rapporto Lingua e Legge passando dal settore tecnico della linguistica e della semiotica al contesto socio-culturale: quello dell’ arbitrato internazionale. L’espressione si riferisce alla circostanza in cui due enti di stati diversi si trovano a negoziare una disputa, per lo più economica, sulla base di regole che, pur tenendo conto del sistema di lingua, di pensiero e di legge dei rispettivi stati di afferenza, ne varcano i confini e stabiliscono criteri super partes.
In tale situazione diviene fondamentale per l’arbitro internazionale il supporto del linguista: egli deve infatti saper conciliare ed integrare diversi sistemi e diverse forme di pensiero, riconducibili rispettivamente al codice civile, da un lato, e alla cultura e alla storia dei paesi interessati, dall’altro; egli deve saper “conciliare”, “arbitrari” , “se interpretem praebere”.
L’attenzione indirizzata all’arbitrato internazionale ha consentito di sottolineare ulteriormente la validità del Convegno.
Proprio attraverso la riflessione intorno alla finalità dell’arbitrato internazionale i relatori, della più svariata provenienza geografica (Cina, Croazia, ex Unione sovietica, Finlandia, Francia, Giappone, Italia, Polonia, Regno Unito, Spagna, Turchia) si sono soffermati anche sugli aspetti linguistici, giurisdizionali, socio – culturali peculiari dei propri paesi di provenienza.
NE È EMERSO UN QUADRO VARIEGATO DI “BAGAGLI” CHE MI SENTO DI DEFINIRE CON UN AGGETTIVO TANTO CONCRETO QUANTO ONNICOMPRENSIVO “ETNICI”: UN COMPLESSO DI CONOSCENZE ED USI ESTREMAMENTE INTERESSANTE, CHE HA INDOTTO E INDUCE DAVVERO A RIFLETTERE ALLA LUCE DELLA DIMENSIONE GLOBALE DEL MONDO D’OGGI.
Significativi sono risultati pertanto a questo proposito altri interventi, che qui declino, indicandone i rispettivi relatori ed esponendone attraverso una opportuna sintesi il contenuto:
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Professor Thomas Christiansen (Università del Salento): l’efficacia di una corretta intesa del sistema linguistico-semiotico nella contesa che coinvolge gli Aborigeni australiani per la difesa del diritto di possesso delle proprie terre;
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Professoressa Lelija Socanan (Università della Croazia): le difficoltà che a livello socio-legale può determinare un’errata traduzione del sistema linguistico-semiotico di due etnie differenti; a tal proposito si è citato il caso del rapporto Croazia - Slovenia;
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Anu Sajavaara (in rappresentanza della Confederazione delle Industrie finlandesi): il ruolo centrale di un uniforme sistema linguistico nella stesura della legislazione della Comunità Europea;
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Professoressa Joanna Grzybek (Università di Poznan): le possibilità di superamento delle difficoltà linguistiche nei rapporti internazionali tra Europa e Cina anche attraverso la formulazione di un opportuno sistema semiotico;
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Professoressa Laura Martinez Escudero (Università di Madrid): la necessità del ricorso a strategie linguistiche efficaci nella stesura di testi destinati ad una consultazione internazionale;
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Professoressa Svetlana Polyakova (Perm’ State University, ex Unione Sovietica): le differenze tra la terminologia del sistema legale russo e quella di altri sistemi; interessante è stato il fatto che la Docente ha cercato di spiegare le ragioni di differenze culturali attraverso l’indagine intorno ai differenti sistemi linguistici;
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Professoressa Isil Ozyldirim (Hacettepe University, Turchia): un’ analisi ampia e particolareggiata del sistema linguistico-legale turco; ciò ha coinvolto molto data l’attenzione che oggi l’Europa tutta rivolge alla Turchia.
E’ possibile constatare quanto queste relazioni risultino estremamente ricche di spunti di riflessione, soprattutto per l’attualità dei riferimenti in esse contenuti. Nel corso del Convegno ci si è occupati anche dell’ uso di Internet, di quanto la Rete e la moderna tecnologia possano contribuire alle varie dinamiche di relazione internazionale; ciò mi ha inevitabilmente condotto con il pensiero al “villaggio globale” che è ormai una realtà. Il mio interesse è stato altresì catturato dalla relazione gestita da un team di Italiani che hanno discusso una tematica alquanto originale: l’uso dei termini legali da parte dei mass-media con particolare riferimento ai termini latini.
E’ stato presentato uno studio condotto a breve termine (in riferimento ad un periodo di 20 anni) su un corpus di Inglese-Americano per un totale di 400 milioni di parole distribuite equamente per generi testuali e per arco temporale (4 sottoperiodi tra il 1990 ed il 2009).
I generi testuali esaminati sono stati: programmi televisivi e radiofonici, quotidiani, riviste accademiche, testi scolastici e di narrativa e particolare riferimento è stato fatto alla produzione giornalistica.
Sono stati evidenziati diversi termini ed una specifica attenzione è stata dedicata ai seguenti:
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actus reus
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affidavit
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decree nisi
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ex parte
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in camera
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mens rea
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sub iudice
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sub poena
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writ of habeas corpus.
E’ stato notato un uso decrescente nell’arco dei 20 anni di molti termini legali, con l’eccezione di alcuni termini latini quali ex parte e mens rea, che prevalgono nel linguaggio giornalistico e parlato.
L’intervento ha efficacemente rilevato come nel complesso nel linguaggio dei media afferiscono con insistenza vocaboli latini …il Latino…allora…non è destinato all’estinzione!
Conclusione
Il Convegno si è concluso con una Tavola Rotonda alla quale hanno partecipato in modo particolare coloro che hanno presentato le relazioni plenarie e nella quale si sono tratte le conclusioni dei lavori. Le riporto,di seguito, sottolineandone l’importanza e l’originalità.
In sede di Tavola Rotonda:
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si è ribadito il ruolo centrale del linguista, della linguistica e delle semiotica nelle relazioni internazionali;
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si è sottolineata la necessità di valorizzare nell’ambito di una contesa internazionale i rispettivi specifici formazione culturale, retaggio storico e sistema comportamentale, nei termini del “conciliare”, “arbitrari” , “se interpretem praebere”;
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si è rilevata, davvero originalmente, la possibilità di intendere usi e costumi di una etnia anche attraverso lo studio del rispettivo, peculiare sistema linguistico.
Quanto al Latino…beh… (amor disciplinae!) voglio credere, come emerso dal Convegno, che i media gli garantiscano la sopravvivenza!
Prof.ssa Carla Facchinetti
(In allegato la relazione completa in formato pdf).