12 maggio 2003 - 10:42

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Claudia Bonandrini e Chiara Rubagotti

Ogni mese nella mia classe si raccolgono 2,69 € a testa, una nullità, un’abitudine come ne esistono tante, di cui forse non si comprendono mai del tutto il significato e il fine.

Li si manda tramite comodo bonifico bancario ad Azione Aiuto (www.azioneaiuto.it / tel.02725771) e così si aiuta questa associazione no profit nella sua lotta per il miglioramento delle condizioni di vita nei paesi in via di sviluppo. Adottando un bambino a distanza si può contribuire al miglioramento delle condizioni infrastrutturali dell’ambiente in cui vive. L’atto dell’adozione quindi non va a sostenere il mantenimento del singolo individuo, ma comporta un miglioramento dell’intero contesto in cui egli è inserito. Il bambino è quindi semplice ambasciatore; di lui si possono ricevere foto, informazioni generali, talvolta disegni o brevi messaggi scritti accompagnati da lettere dell’insegnante, che si cura di informarvi sul suo rendimento scolastico.

La mia classe, la IV H del Liceo Galilei, ha adottato due bambini: si chiamano City e Kanaka. Vengono rispettivamente dal Malawi e dall’India.

City ha 8 anni, abita in una casa con le pareti di fango e il tetto di paglia, deve percorrere più di 5 Km al giorno per poter attingere all’acqua potabile. Per aiutare la sua famiglia si occupa dei fratellini e vende i prodotti agricoli derivati da un piccolo lotto di terra a conduzione familiare. Il Malawi è un paese in crisi; a causa dell’alternarsi di gravose siccità e di violente alluvioni, l’intero paese è in ginocchio. “Le persone si ammazzano per un tozzo di pane, il numero degli omicidi è cresciuto a dismisura, regna l’insicurezza” sono le parole di un missionario monfortano che opera nel Malawi da 25 anni. Il 70% dei suoi 10 milioni di abitanti rischia di morire di stenti. Le cause di questa crisi sono anche politiche: il governo ha venduto le riserve di cibo a investitori senza scrupoli che ora le rivendono a 5 volte il loro prezzo originale. Lo stato di emergenza è stato dichiarato troppo tardi per questioni di prestigio politico, visto che il nuovo regime democratico non voleva sfigurare di fronte all’elettorato nel confronto con il regime dittatoriale da poco rimosso. Un articolo di “Vita” del 6 settembre scorso parla del fatto che “gli abitanti delle campagne sono ormai ridotti a mangiare erba per tener lontana la fame”.

Come starà City?

Kanaka ha 7 anni, abita in una specie di casa che è poi una capanna. I servizi di assistenza sanitariasono distanti molti chilometri e li si raggiunge a piedi. Per aiutare le sua famiglia Kanaka lavora come bracciante, come la maggior parte dei bambini e delle donne indiane. In India abitano circa un miliardo di persone, 4 milioni di queste sono contagiate dal virus dell’Hiv. Spesso si sente parlare di semi ogm venduti sotto banco per far incrementare la produzione agricola. L’India ha bisogno di un progetto di agricoltura e di sovranità alimentare, ma le politiche liberiste approntate già agli inizi degli anni '90 hanno portato all’occupazione del mercato da parte di produttori esteri, più concorrenziali rispetto ai produttori agricoli interni. L’India è tra le più diffuse mete del turismo sessuale, con particolare riferimento alla prostituzione minorile che, grazie ai grossi introiti generali che assicura, viene spesso praticata col tacito consenso delle istituzioni.

Come starà Kanaka?

L’Occidente sviluppato compra volentieri le scarpe “made in Taiwan” fatte da bimbi sfruttati e sottopagati, e con altrettanto calore accoglie le iniziative “in favore dei bambini della Cambogia” lanciate in mezzo ai quiz televisivi. Non è un po’ contraddittorio?

Anche noi viviamo queste contraddizioni, ma i 2,69 euro a testa che raccogliamo ogni mese ormai da due anni ci tolgono un po’ dall’imbarazzo.

(articolo pubblicato su "Il Galileo" di aprile 2003 - "Popolo Cattolico" del 26 aprile 2003)

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