Pubblicato più di un anno fa
Laura Maiorino
Facciamo un salto nel tempo e torniamo a dieci anni fa, al 1993. Entriamo in un asilo e chiediamo ai bimbetti cosa vogliono fare da grandi. Una schiera vuole fare la parrucchiera e già si esercita con coetanee-cavia, altre vogliono fare le pasticciere e già si danno da fare con intrugli a base di erbe, di farina e di terra. Tra i maschietti spopolano il pompiere e l'astronauta.
Adesso torniamo all'oggi, al 2003 in quella stessa classe. I marmocchietti hanno ormai tredici o quattordici anni e rispondono alle domande di un sondaggio condotto dalla Società Italiana di Pediatria (particolare di cronaca) che s'è presa la briga di disegnare l'Italia futura chiedendo loro quali sono i loro sogni professionali.
Sorpresa. Le ragazzine hanno appeso al chiodo spazzole e pentolini per darsi ai riflettori, e i boys hanno rinunciato al casco e al cappello da fireman per tutt'altro. I ragazzi di oggi rinnegano i mestieri tradizionali, ma anche le libere professioni, quasi in blocco. Quindi, stiano quiete le nonne e si mettano il cuore in pace. Nessuno dei loro nipoti ha intenzione di fare il postino, se non in tv a fianco di una (allora) ormai stagionata Maria DeFilippi in C'è post@ per te.
Secondo la rilevazione citata e basandosi sui progetti degli adolescenti d'oggi, tra trent'anni per un idraulico avremo otto calciatori. Questo sicuramente risolverà i suoi problemi a Trapattoni (o a chi per lui), ma al nostro Commissario Tecnico conviene sperare che la lavatrice che oggi pubblicizza in Tv sia davvero così indistruttibile come dice. Infatti, se così non dovesse essere, dove si troverà chi la ripari o un ingegnere che la riprogetti (fare l'ingegnere è il sogno nel cassetto di solo il 4% degli intervistati)?
Cari genitori, fantasticate sulla vostra bimba tutta impegnata, da grande, con i suoi pargoletti e con le faccende di casa? Fantasticate invano. Le rilevazioni dicono che, se abitate tra le Alpi e la Maremma, è più probabile che vostro figlio divenga l'erede di Nureyev: la percentuale di chi vuol fare il ballerino batte alla grande quella di chi vuol fare la casalinga, ridotta allo 0,1%. Questo rimasuglio striminzito di future casalinghe avrà comunque un bel daffare davanti alla tv, se considerate che la quantità di ragazzi che immaginano di diventare famosi (l'8%), senza contare le veline, è ottanta volte più numerosa di chi vede il proprio futuro tra il fornello, l'asse da stiro, e le trasmissioni in salotto.
Stop quindi ai camion dei pompieri, al lego e al meccano. Già dai prossimi compleanni e in occasione delle prossime Festività, meglio buttarsi su un microfono, su un paio di scarpette da ballo o su un paio di parastinchi: l'accoppiata soldi & successo sembra essere il fulcro dei pensieri dei tredicenni, stretti tra il fascino del divo e della divetta e quello del campione sportivo.
E se qualcosa con la dichiarazione dei redditi dovesse andar storto... no problem. L'indagine dice che diventare avvocato è ancora una professione molto ambita, anche perché di magistrati, a contrastarli, ce ne saranno ben pochi (solo sei su mille degli intervistati vogliono indossare la toga). Non sarebbe il caso di pensarci un po' tutti insieme?
(articolo scritto per lafragola.it nell'anno scolastico 2003/2004)