1 febbraio 2007 - 10:14

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Davide D'Adda

Et voilà. Chi l’avrebbe mai detto che avresti trovato proprio loro, i ragazzi che incontri tutti i giorni a scuola, sull’unica isola felice del mare domenicale di tv spazzatura? No, proprio non te l’aspetti la faccia di Davide Bugini tra una sorridente Licia Colò e una soap preserale. Ma la notizia era nell’aria da un po’, e tutti, ma proprio tutti, lo sapevano: domenica 17. Rai3. La 5aB a Per un pugno di libri.

Due classi, l’una contro l’altra armata, a contendersi la vittoria. Arbitro, Neri Marcoré. Cuore di De Amicis e Arancia Meccanica di Burgess i libri rispettivamente studiati dai prodi caravaggini e dagli avversari, la 5aEdel liceo scientifico “Elio Vittorini” di Gela.

Peccato per la stroncatura al primo gioco, il “VotaAntonio”: l’insindacabile Piero Dorfles è stato categorico anche se (forse) un po’ ingiusto. Ma per i nostri, l’impietoso commento sulla presentazione del libro proposta da Martina e Gualtiero è stata la scintilla che ha acceso la voglia di vincere. Il resto è storia. Il libro misterioso, lo scivolone del capo su classe ed età di un protagonista di Cuore, il trionfo nel fatidico e temutissimo gioco dei “Cinque piccoli indiani”, le domande finali. Trenta punti sull’unghia da conquistarsi per forza. Fuori, freddi e calcolatori, ma fra la truppa l’emozione era palpabile.

L’Eurostar di ritorno – raccontano – è stato teatro dei festeggiamenti. E non solo perché la puntata l’hanno vinta, ma anche perché, a detta degli autori stessi,è stata brillante, animata. Degne di Blob alcune trovate. Un solo appunto alla trasmissione: il poco spazio concesso al gioco e agli studenti, rispetto a quello dato agli ospiti, ai discorsi tra i presentatori e ai diversi interventi filmati di critici e scrittori sui libri della puntata.

Preparatissimi, nervosi, uniti. La tv è stata un’esperienza emozionante e divertente – dicono tutti dopo la vittoria. Ma prima? La proposta di sfondare gli schermi era stata accolta con poco calore dalla classe: complice il timore reverenziale per l’apparire in tv, l’ambizioso progetto ha rischiato di finire cestinato, non fosse stato per la determinazione di Bugini, che avrebbe raccolto le firme per la partecipazione glissando sullo scopo della raccolta. «Non è colpa mia se nessuno legge mai quello che firma», si è giustificato. Così la truppa ha iniziato a crederci, a studiare e leggere i due libri e i commenti dei critici. Poi la partenza. Una giornata a spasso per la città eterna, conclusa in un ristorante a Trastevere con i bagordi per il compleanno della prof. Amodeo.

La trasmissione sarebbe andata in onda solo due settimane più tardi, ma a scuola, già il giorno dopo le registrazioni, la vittoria della 5aB era l’argomento più gettonato dagli studenti in fila davanti alla macchinetta del caffé.

(articolo pubblicato su "Il Galileo" di gennaio 2007 - "Popolo Cattolico" del 20 gennaio 2007)

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