Pubblicato più di un anno fa
Arianna Braccia
Nikolay Kolev, Cristina Geronazzo, Matteo Mariani e Carlo Baroni, della 5aB del liceo “Galilei” diCaravaggio, hanno vinto "Il forum della filosofia", organizzato dal classico “Torricelli” di Faenza in collaborazione con la Società filosofica italiana, il classico “Gioia” di Piacenza e lo scientifico “Scacchi” di Bari. Un assegno di 700 € e tanta soddisfazione.
“Concorso di filosofia” è una definizione vaga: che genere di sfida vi si è prospettata?
La sfida era estesa al triennio degli istituti superiori di tutta Italia; dopo una selezione separata tra gli studenti del nord, del centro e del sud, ogni area geografica ha dovuto inviare al proprio polo un tema di argomento assegnato; dai temi sono state scelte due scuole per ciascuna area. Per il nord, il liceo “Gioia” di Piacenza ha scelto noi e alcuni studenti milanesi. Abbiamo così potuto accedere alla fase finale della gara, il dibattito al liceo “Torricelli” di Faenza del 26 aprile; poi sappiamo com’è andata.
Chi o che cosa vi ha spinto a partecipare?
La professoressa Amodeo è stata il nostro trampolino di lancio; e poi volevamo misurarci in un ambito che non sembra aver molto a che fare con un liceo scientifico. Ma un indirizzo scolastico non limita il sapere a un ambito preciso.
Già, un liceo scientifico a un forum filosofico: vi siete mai sentiti fuori luogo?
Siamo sempre stati tranquilli e sicuri delle nostre competenze, abbiamo voluto preparare un lavoro semplice per poterlo spiegare il più chiaramente possibile, perciò l’impresa si è rivelata meno insidiosa di quanto sembrasse. E in verità il presidente della giuria Mario Quaranta, nel complimentarsi, ci ha chiesto: «Siete di un classico, vero?».
E il tema del dibattito?
La bioetica, una disciplina recente che si occupa delle questioni morali poste dal rapido progredire della ricerca biologica e medica, coinvolgendo biologia, medicina, diritto e altro ancora.
Che proposta avete presentato?
Problema: quale equilibrio fra le varie posizioni etiche sulle possibilità d’intervento della medicina nella vita umana? La nostra proposta: un parlamento bioetico internazionale, che però non rappresenti solo le nazioni, come fa l’Onu, ma anche le principali posizioni di ciascuna: per l’Italia, ad esempio, l’etica della sacralità della vita, sostenuta dalla Chiesa, e quella laica della sua qualità. Un luogo di dialogo fra persone competenti, scelte dai migliori ricercatori e scienziati.
I vostri punti di forza?
La giuria ci ha premiato per l’equa divisone del lavoro, la capacità espositiva, la razionalità dell’argomentazione, la sintesi. A parità di impegno, il nostro lavoro ha superato gli altri perché era lineare, scevro di teorie complicate e di citazioni lunghe e difficili. Poche, ma innovative opinioni.
(articolo pubblicato su "Il Galileo" di maggio 2008 - "Popolo Cattolico" del 17 maggio 2008)