28 gennaio 2017 - 20:07

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Giovedì 2 febbraio 30 studenti delle classi 5aD, 5aG e 5aH visiteranno il memoriale della Shoah di Milano accompagnati da alcuni docenti di storia e filosofia (le classi 4aD e 5aF effettueranno la stessa visita nei prossimi mesi).

Il Memoriale della Shoah di Milano (Binario 21) sorge in un’area della stazione centrale situata al di sotto dei binari ferroviari ordinari. L’area era originariamente adibita al carico e scarico dei vagoni postali e aveva accesso diretto a via Ferrante Aporti. Tra il 1943 e il 1945 questo fu il luogo in cui centinaia di deportati furono caricati su vagoni merci, che venivano sollevati tramite un elevatore e trasportati così al sovrastante piano dei binari. Una volta posizionati alla banchina di partenza, venivano agganciati ai convogli diretti ai campi di concentramento e sterminio (Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen) o ai campi italiani di raccolta, come quelli di Fossoli e Bolzano. Dagli stessi binari partirono anche numerosi deportati politici, destinati al campo di concentramento di Mauthausen o ai campi italiani.

Il Memoriale prende il nome dal binario 21, perché da quello, nella fredda mattina del 30 gennaio 1944, partì una bambina di 13 anni, Liliana Segre: era con suo padre, morto ad Auschwitz. Liliana Segre è una dei pochissimi superstiti: dei 605 ebrei deportati quella mattina tornarono a casa soltanto in ventidue.

Attorno al Binario 21, divenuto luogo simbolo della Shoah in Italia, si sviluppa il progetto del Memoriale. Un luogo dove la memoria diventa presupposto irrinunciabile per condividere un progetto di futuro. Un luogo di dialogo e incontro tra religioni, etnie e culture diverse. Un luogo italiano che appartiene al mondo.