" Borges e la sua biblioteca "
Il grandissimo J.L. Borges, scrittore e poeta argentino, ci ha lasciato un'eredità culturale immensa. E " la Biblioteca di Babele " è il titolo di uno dei suoi più conosciuti racconti/saggi . Se non l'hai mai letto è forse giunto il momento di farlo. E' breve e pregnante di significati ( anche logico-matematici ). Vediamo:
- Chi era J.L. Borges e qual è la sua importanza nella letteratura mondiale del '900?
- Quali sono le sue opere più importanti ?
- Di cosa tratta " La Biblioteca di Babele ? "
-Cosa descrive nello specifico " la Biblioteca di Babele " ?
- Si descrive,nell'interpretazione di Borges, l'infinito potenziale o l'infinito in atto ?
- Commenta liberamente l'interpretazione affascinante di Borges.
( e ...se ti interessano le opere del grandissimo Borges, che io farei leggere obbligatoriamente nelle scuole, leggi " Fictiones " o " l'aleph...... " ( c'è la traduzione in italiano, of course...)
Jorge Luis Borges (1899-1986) fu uno dei massimi scrittori argentini, nonché di tutto il XX secolo. Scrisse racconti, poesie, saggi, recensioni. Unica nota biografica che mi sento d'inserire è il problema alla vista che lo afflisse, problema che, forse, contribuì all'ideazione di realtà "altre" e alla concezione originale e provocatoria dell'esistenza.
È indubbia la sua influenza nella letteratura del '900: Cortàzar, Calvino, Eco, Sciascia, ma anche Guccini o autori di fumetti.
Nei suoi scritti trattò temi non usuali, tra cui i paradossi, l'infinito, il sogno, il viaggio, la metafora, i libri, il labirinto, lo specchio, gli scacchi, la finzione e la menzogna (in alcuni racconti, ad esempio, si descrive minuziosamente l'opera di uno scrittore inventato, o la geografia di un mondo non reale).
Le sue opere più importanti sono senza dubbio quelle citate: L'aleph e Finzioni, ma anche le poesie, Storia universale dell'infamia, Il libro di sabbia.
Ne "La biblioteca di Babele" Borges descrive un universo alternativo, chiamato la Biblioteca, composto da un numero indefinito di esagoni, ciascuno con venti scaffali, ciascuno contenente trentadue libri di 410 pagine, ciascuna di 40 righe con 80 lettere. Gli abitanti sono i bibliotecari, il cui compito non è ben precisato, anche se si suppone debbano custodire i volumi della biblioteca; questa si basa su due assiomi: esiste dall'eterno (e perciò esisterà in eterno) ed esistono 25 simboli ortografici presenti nei libri.
La loro causa e ragion d'essere venne scoperta trovando un libro che, in una lingua esotica, esponeva nozioni di analisi combinatoria: la biblioteca contiene infatti volumi che « registrano tutte le combinazioni possibili della ventina di simboli ortografici (numero, benché vastissimo, non infinito), cioè tutto ciò che è dato di esprimere, in tutte le lingue. ». Da questo punto, poi, il bibliotecario-narratore racconta gli "ultimi sviluppi" della storia della Biblioteca: uomini che cercano la loro Difesa (il libro che espone il proprio destino), uomini che cercano il catalogo della biblioteca, uomini che distruggono i libri inutili, i suicidi dei bibliotecari, la ricerca dell'Uomo del Libro (quello che ha trovato il riassunto di tutti gli altri) ... [È interessante notare che al tema della ricerca si collega il tema dell'infinito e, in questo caso, del metodo di esaustione].
Infine, il narratore si sofferma sul problema più discusso: la biblioteca è infinita? Contro la tesi, definita assurda, di una biblioteca limitata, viene proposta quella della "biblioteca illimitata e periodica", in cui, all'infinito, si ripetono gli stessi volumi nello stesso disordine, costituendo l'Ordine.
E nell'infinità – e periodicità – della biblioteca mi sembra di notare un'infinito in atto: la bilbioteca è attualmente infinita e, facendo un viaggetto "infinito" sarebbe possibile constatare questa attualità; nell'ipotesi del narratore, infatti, la biblioteca non è vista come potenzialmente in grado di essere infinita, perché lo è, senza ricorrere a esaustione.
E poi... un breve commento!
In queste pseudo-vacanze di fine marzo sono finalmente riuscito a iniziare "Finzioni", che avevo comprato quest'estate. Al momento ho letto la prima parte, "Il giardino dai sentieri che si biforcano", e ne sono rimasto estasiato. La lucidità di Borges è stupefacente, così come l'inventiva e, non da meno, la fantasia. Ho adorato "Tlön, Uqbar e Orbis Tertius", con la sua dissertazione linguistica e filosofica e la descrizione minuziosa di un mondo completamente inventato. Ho apprezzato molto, oltre a "La biblioteca di Babele", anche "Le rovine circolari" in cui ho intravisto un regresso all'infinito, un gioco di specchi con protagonisti maghi sognati da maghi sognati da maghi sognati da maghi,...
Per quanto riguarda "La biblioteca di Babele", trovo geniale l'idea di un universo-biblioteca, che a un primo sguardo potrebbe sembrare paradisiaco (a chi non piacerebbe vivere circondato da infiniti libri?) ma che, seguendo il racconto, si scopre essere inquietante (un'ottima metafora del "nostro" universo); citando il racconto:
Forse mi inganneranno la vecchiaia e la paura, ma sospetto che la specie umana – l'unica – stia per estinguersi e che la Biblioteca sia destinata a permanere: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta.
È leggermente inquietante anche la stessa atmosfera che aleggia (ed è presente in tutti i racconti che finora ho letto), che rende così affascinante e coinvolgente la lettura.
Altro particolare degno di nota è l'aspetto che qui emerge dell'uomo: trascurate le sue funzioni "umane", il bibliotecario conduce un'esistenza votata solo alla ricerca della conoscenza, ricerca disperata, che tende a una cosa irraggiungibile.
Buon rientro, e buona settimana (per quel che ne resta)!